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Il Partito del Lavoro siciliano parte da Catania
20.01.2012 di Redazione

Parte da Catania, su iniziativa delle Associazioni Lavoro-Solidarietà e Socialismo2000, il Movimento per la costituzione del Partito del Lavoro in Sicilia.

Questi gli obiettivi fondamentali del Movimento:
ridare soggettività politica alla classe delle lavoratrici e dei lavoratori
affermare la centralità e la dignità del lavoro
puntare sul protagonismo dei lavoratori per uscire dalla crisi

Si vuole dare in tal modo piena attuazione all’Art. 1 della Costituzione “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”
Solo attorno ai lavoratori, forti di una nuova e autonoma rappresentanza politica, è possibile raccogliere il blocco storico e sociale necessario per il cambiamento e per il superamento della crisi devastante che colpisce il nostro Paese.
Il Movimento per la costituzione del Partito del Lavoro assume un particolare significato in Sicilia, dove i processi di disgregazione produttiva, i livelli allarmanti di disoccupazione, precarietà e povertà s’incrociano con il degrado politico e morale del governo Lombardo e della sua anomala maggioranza.
La proposta di dar vita a un Movimento per la costituzione del Partito del Lavoro è una proposta unitaria che si rivolge innanzitutto agli altri soggetti politici della Federazione della Sinistra - Rifondazione Comunista e PDCI - ma anche alle forze di sinistra e a tutti coloro che in forma singola o associata intendono partecipare a questo processo.
Per approfondire questi i temi è stata convocata un’Assemblea regionale aperta per giovedì 26 gennaio 2012 a partire dalle ore 16.30 presso la Cappella Bonajuto (Via Bonajuto, trav. Via Vittorio Emanuele) presieduta da Mario Iraci di Lavoro-Solidarietà, con la partecipazione del coordinartore regionale di Socialismo2000, Concetto Scivoletto. Sono stati invitati i rappresentanti delle forze politiche di sinistra e del centro sinistra, le organizzazioni sindacali, nonché rappresentanti di associazioni e movimenti operanti in Sicilia.
I lavori si svolgeranno alla presenza di CESARE SALVI, Presidente del Consiglio Nazionale della Federazione della Sinistra.
Catania, 19 Gennaio 2012

Mario Iraci Lavoro-Solidarietà
Concetto Scivoletto Socialismo2000

Salvi: All’Italia serve un partito che assuma la rappresentanza politica del mondo del lavoro
20.01.2012 di Redazione

Intervista a Cesare Salvi di Costantino Cossu (La Nuova Sardegna, 19 gennaio 2011)

Lei ha spiegato con molto anticipo che per la Corte costituzionale sarebbe stato inevitabile dichiarare inammissibili i referendum sulla legge elettorale. Possiamo dire in sintesi perché?
Nel dichiarare ammissibile il referendum, la Corte costituzionale avrebbe dovuto cambiare la propria precedente giurisprudenza in materia di referendum, che dice molto chiaramente che un referendum elettorale abrogativo non è ammissibile perché priverebbe il Parlamento della possibilità di essere eletto; che l’abrogazione referendaria non determina la reviviscenza delle norme abrogate; che il referendum elettorale è ammissibile solo se ne emerge una diversa legge elettorale direttamente applicabile. Era quindi chiaro fin dall’inizio che il referendum non sarebbe stato ammesso. Alcuni costituzionalisti hanno sostenuto il contrario: apprezzabili come cittadini, meno come giuristi. La verità è che nell’estate scorsa alcuni dirigenti politici si sono inventati questi referendum per bloccare quello Passigli-Sartori-Ferrara-Villone, sicuramente ammissibile, che avrebbe abolito il premio di maggioranza e introdotto un sistema proporzionale alla tedesca. Leggi il resto »

Catania, 26 gennaio: assemblea regionale per il Partito del Lavoro
19.01.2012 di Redazione

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27 gennaio, Firenze: assemblea per il Partito del Lavoro
16.01.2012 di Redazione

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Quegli spettri demagogici sulla Corte Costituzionale (di Cesare Salvi)
15.01.2012 di Redazione

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(dal Riformista del 14-1-’12)

Come non era difficile prevedere - e come avevo scritto sul Riformista del 9 settembre scorso - la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i referendum elettorali, nonostante i più o meno eleganti tentativi di alcuni noti costituzionalisti di argomentare il contrario (per inciso, questa dei “costituzionalisti” sta diventando una categoria molto affollata e un po’ strana: si accantona il diritto, preferendo il mestiere di agit-prop).
Che l’abrogazione di una norma comporti la reviviscenza della precedente normativa in materia è negato già nell’insegnamento al primo anno di giurisprudenza. Del resto, altrimenti, ri-entrato in vigore il Mattarellum se ne sarebbe potuta chiedere, per via referendaria, l’abrogazione con il risultato di far rivivere la vecchia legge proporzionale, e via all’indietro la legislazione di Mussolini, e poi il suffragio censitario del 1861. Risultati che forse a qualcuno piacerebbero. Leggi il resto »

Salvi: Auguri per il 2012. La democrazia non è sospesa… ma è messa assai male
27.12.2011 di Redazione

Auguri a tutti, e a tutti noi. Ci attende un anno molto impegnativo. L’attacco della speculazione finanziaria, l’assurda politica europea imposta dalla Germania della cancelliera Merkel, la scelta di adeguarvisi passivamente da parte del governo Monti, che si è tradotta in una manovra socialmente iniqua ed economicamente recessiva: questa è la triste eredità che l’anno che finisce lascia all’anno nuovo.
Drammatica è la condizione dei lavoratori in cassa integrazione, degli operai che perdono il lavoro e vedono allontanarsi l’età della pensione, dei giovani precari, dei tanti - troppi - disoccupati, dei pensionati che vedono ridurre il loro potere d’acquisto, delle famiglie anche del ceto medio sempre più impoverite, delle donne sulle quali pesa sempre più la mancanza di un welfare.
Non bisogna però rassegnarsi. Tutto ciò richiede un impegno politico crescente, dalla parte del lavoro, per contrastare l’azione del governo e del padronato, per concorrere a un’alternativa di governo, per tenere aperta la speranza di una società diversa. Leggi il resto »

Salvi: “Va cancellato il diritto di cumulo”
19.12.2011 di Redazione

Intervista a Cesare Salvi di Mario Cagnetta, pubblicata dal Corriere canadese il 15-12-2011 

 

TORONTO - La prima cosa da fare è togliere il cumulo: chi ha già un’altra pensione proveniente da un altro reddito, non è giusto che la sommi a quella del parlamentare. La seconda è ridurre le spese della politica non tanto intervenendo sulle indennità quanto toccando le altre voci di entrata.

Per Cesare Salvi, ex parlamentare e Presidente del Consiglio nazionale della Federazione della Sinistra sono questi gli interventi da fare per ridare credibilità alla politica. Il rischio infatti è che senza i tagli a questi privilegi, gli italiani perdano fiducia nella politica e nei loro rappresentanti. Leggi il resto »

Salvi: “Pd: con Hollande o con Monti?”
19.12.2011 di Redazione

Il famigerato spread continua a rimanere ai livelli elevatissimi di due mesi fa, e lo Stato si svena pagando interessi usurai nelle aste dei Bot. Si prevede che in pochi mesi il Pil calerà di quasi due punti, che vuol dire recessione. Aumenta l’inflazione, e soprattutto quella calcolata sugli acquisti frequenti (cioè quelli delle persone normali) . Si prevede la perdita di 800mila posti di lavoro (fonte Confindustria).
Tutto questo, dopo l’insediamento del governo Monti e dopo l’entrata in vigore del decreto chiamato - temo che a questo punto si debba dire: beffardamente - “salva Italia”.
Come si vede, non parlo nemmeno dell’iniquità sociale della manovra. Mi fermo ai dati che interessano i bocconiani (sono sempre più contento che le mie figlie siano andate alle università statali). Leggi il resto »

Salvi-Patta: “Rappresentare il lavoro, costruire l’opposizione”
7.12.2011 di Redazione
lavoropolitica-00_07_12_2011_pagina_11 Da Lavoro&Politica, bollettino telematico del movimento per il Partito del Lavoro, N.1-2011

 

Gli interrogativi e le inquietudini che avevamo segnalato dopo aver ascoltato l’esposizione programmatica di Mario Monti, si sono purtroppo sciolti nel senso peggiore una volta conosciuta la manovra economica.
Rigore sì, ma a spese di pensionati e ceti popolari, crescita no, perché il nuovo duro colpo che deriverà al potere d’acquisto della grande maggioranza delle famiglie dalla “tassa sul macinato” del governo Monti (tassa sulla prima casa, aumento dell’Iva, aumento della benzina…) aggraverà la fase recessiva; quanto all’equità, parlarne di fronte a una manovra nella quale Guarguaglini e Marchionne pagano meno di un pensionato a mille euro al mese, è un’offesa agli italiani.
E non è finita. Già si parla di una nuova legge contro i diritti dei lavoratori, e il governo Monti sembra orientato anche a sostenere il micidiale progetto della Merkel per un ulteriore aggravamento, con la modifica dei trattati, della politica di rigore e del dissennato impianto del sistema europeo che ha condotto alla crisi attuale.
E’ evidente che il Pd è prigioniero dei suoi errori. Non ha chiesto le elezioni anticipate dopo la caduta di Berlusconi, non ha poi chiesto che dopo le misure urgenti si andasse a votare a primavera, e ora deve subire il “miracolo” di cui parlò Enrico Letta nel suo pizzino al Presidente del Consiglio. Leggi il resto »

Cesare Salvi e Gian Paolo Patta: il governo Monti e la Sinistra
18.11.2011 di Redazione

L’esposizione programmatica di Mario Monti solleva importanti interrogativi e serie inquietudini.
L’esplicita continuità con le linee di politica economica del governo Berlusconi, aldilà dei toni di riconciliazione con le parti sociali e con le autonomie locali, si manifesta anzitutto nel non aver nemmeno affrontano le caratteristiche della crisi in corso, e la necessità che l’Italia si impegni per nuove regole europee, in materia di poteri della Banca centrale e di regolazione della speculazione finanziaria.
L’inserimento nella Costituzione del pareggio in bilancio, per di più in una versione ancora più rigida rispetto al testo all’esame del Parlamento, difficilmente si concilia - a parte ogni altra considerazione - con l’affermazione della necessità di una crescita economica. Leggi il resto »