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Sassano: scuola, un provvedimento indegno e classista
1.02.2010 di Redazione

Pubblichiamo l’articolo di Andrea Sassano comparso su “Il Secolo XIX” di Genova.


Il Governo Berlusconi e la maggioranza di Centro Destra sono sempre più determinati nel voler distruggere ogni principio di uguaglianza nel nostro paese. Dopo la giustizia è ora arrivato il momento della scuola.
Alcuni giorni fa la maggioranza in Commissione lavoro al Senato ha approvato un emendamento ad una legge sul lavoro in cui si afferma che l’apprendistato lavorativo può valere come assolvimento dell’obbligo d’istruzione.

Ovviamente non potendo dire la verità, e cioè che si tratta di un provvedimento classista ed indegno di un paese civile, esso viene presentato dal Centro Destra come una opportunità in più offerta ai ragazzi e alle ragazze poco motivate negli studi.
Dopo i tagli alle cattedre e il sostanziale abbandono della scuola pubblica, arriva la soppressione dell’obbligo scolastico per i meno volenterosi. Per loro si apre la strada dell’apprendistato.

Negli ultimi decenni non c’è stato convegno o conferenza in questo paese che non indicasse nel sapere e nella formazione le leve strategiche per affrontare un futuro denso di incognite e di pericoli. Su questa strada si sono mossi molti paesi europei, così dice di voler fare Obama negli Stati Uniti.

In Italia no, c’è solo la volontà di tornare drammaticamente indietro.

Come si può pensare che le imprese investano nella formazione della propri a forza lavoro quando con i contratti di apprendistato riducono sostanzialmente le retribuzioni ed aggirano le norme dello Statuto dei Lavoratori, dal momento che gli apprendisti sono esclusi dal numero dei dipendenti?

Altro che valenza formativa del lavoro!
In un colpo solo si cancella il nesso tra istruzione e sviluppo che fu alla base della riforma della scuola media unica del ‘62, e si colpisce l’idea che il progresso sociale si misura anche con i livelli di alfabetizzazione di una popolazione.

Tutto ciò accade in un paese dove non più di qualche mese fa l’ Istat evidenziava che nel 2008 ben il 47% della popolazione italiana possedeva un titolo di studio non superiore alla licenza media inferiore.

Tale provvedimento segna inevitabilmente la fine di ogni politica finalizzata al contrasto della dispersione scolastica. I ragazzi e le ragazze socialmente e culturalmente più fragili verranno a 15 anni sballottati da un percorso all’altro, negandogli, nella sostanza, il diritto alla formazione e al futuro.

E’ una idea precisa di società, che il Centro Destra manifesta anche in questo atto. Il più forte deve comunque prevalere sul più debole e al più debole deve essere negata ogni opportunità di riscatto.

E’ un’idea di società dove la mobilità sociale è bloccata. Se hai la fortuna di nascere in una famigli agiata e ricca ben per te. Se provieni da una famiglia socialmente più deboli e magari povera, allora arrangiati. Ci sarà sempre un lavoro precario e mal pagato.

Tutto ciò viene fatto passare per volontà riformatrice. Non di riformismo si tratta, ma di una vera e propria restaurazione, in cui la posta in gioco è il logoramento e l’indebolimento delle istituzioni democratiche e della Costituzione.

Garantire livelli diffusi e il più elevati possibili di istruzione a tutti i cittadini è una scelta di civiltà e di giustizia sociale. L’idea che la formazione serva solo a selezionare i migliori e non a intercettare e valorizzare le capacità specifiche di ognuno è una ferita alla democrazia che questo paese deve respingere in modo fermo e senza ambiguità..

(Andrea Sassano
Ex Assessore alle Istituzioni Scolastiche del Comune di Genova)